Ed ora mi sembra che nulla abbia più senso. Sempra.
Che tutto sia inutile.
Che tutto sia frantumato.
E' da ieri che non cesso neanche un solo secondo di versare lacrime.
Volano, si sciolgono, quasi non le sento più, c'ho fatto l'abitudine, sapete.
E sorrido a metà, piangendo in silenzio.
Un silenzio che fa rumore.
Tra le dita il sangue invisibile e vecchi fantasmi che si aggirano tra il collo e i capelli lasciati cadere sulle spalle.
Sospiri.
Pensieri vuoti.
Voglio il sole.
Voglio ridere.
Voglio vivere.
Non voglio più lei.
Voglio riuscire a respirare, l'erba, i fiori, i rami.
E vedere al di là di quest'alone davanti lo sguardo, come di nebbia troppo densa.
Non mi servono le urla di mia madre.
Non mi serve un coraggio forzato.
Mi serve il tempo.
E se non ne avessi abbastanza? un gesto per farla finita.
Solo un secondo. Non come quelli interminabili che non passano mai quando ti fermi ad aspettare.
E non m'importa se mi sentirò vuota, l'importante è poter correre. Giocare. Scherzare. Tornata bambina.
Quando, se piangevi, gli altri c'erano.
Se vivere è la mia guarigione, allora questa vita è una medicina troppo amara da buttare giù.
Ma la prendo.
Costerebbe ancora di più chiedere un solo abbraccio, urlare "sono io, e sto male!". Preferisco guardare. Non so dove. Non so per quanto. Ma guarderò.
Ascolterò.
Parlerò.
Un giorno sognerò di nuovo.
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~ Dipingimi
distorta
come
un
angelo
anormale
che
cade
offendimi...