Attraverso lo specchio

12 anni. Una sbarra, uno specchio, scarpette corallo in un angolo, consumate: la mia sala di Danza Classica. Una ragazza. "Lei è perfetta, tu no". Mio padre. La mia prima volta. La mia prima volta a letto a far l'amore con l'anoressia. Le prime carezze di quella lontana primavera del 2004, alla pancia, alle gambe. Carezze che graffiavano. Ricoverata.
14 anni. Liceo Classico, costretta dai miei. Primo anno, soggetta a bullismo. Ben presto, autolesionismo. Secondo anno, seconda "ricaduta" in disturbi alimentari, forma più leggera "giusto 5 chiletti, per piacergli, poi mi fermo". Mi fermai, quella volta.
16 anni. Mi ha lasciata. Lei, mi ha lasciata. Nello stesso periodo, i miei stanno per divorziare. Non mi va di mangiare. Non riesco a mangiare. Mondo pro Ana. Blogspot. 20 kg persi in pochi mesi. 40 kg per 1.62. Ospedale. Psichiatra. Psicologa. Del ciclo neanche l'ombra per due intere stagioni. Rischio di non avere bambini. Non voglio non avere bambini. Soffro vedendomi tutte le ossa. Voglio guarire, voglio uscirne, voglio gridare, voglio scendere, fatemi scendere da questa giostra: sta durando troppo a lungo. Mia madre cade in depressione. Mio padre piange. Avrà pianto - in vita mia - un paio di volte. BASTA. Basta, mi dico. Almeno finché vivrò con loro.
18 anni. Troppi adii, troppi abbandoni, troppe perdite, troppe bugie. Barcellona, una settimana. Digiuno. Non riesco a mangiare di fronte ad altre persone. Rieccomi qui. A non sapere più chi sono, dove sono, cosa cerco, so da dove arrivo, non so dove arriverò. Ma ho paura.
7 anni. 7 anni che ci sono dentro, inciampo, non mi rialzo, risucchiata da questo vortice; lei mangia me, mentre io vomito pasti e parole. Fino al giorno in cui sarò aria libera in aria.
«Ma adesso, dimmi, com'è andato, com'è stato il viaggio di una vita lì con te...»

domenica 8 maggio 2011


49 kg.
E non sono felice.
Non lo sono perché non si vede.
"Mangia, che ti stai facendo secca, non fare cazzate come due anni fa, se dimagrisci ancora diventi una cannuccia."
Non basta per essere felice.
Non basta più nulla.
Ho ricominciato a litigare con mia madre per non voler mangiare.
Cosa si cela dietro gli occhi bagnati di chi fugge gli sguardi della gente?
Pioggia infangata che cade su ginocchia troppo magre
e animi già deperiti prima ancora del corpo che lo avvolgeva.
Questo rimane di me.
Questa sono io.
Deperita dentro, non alle braccia.
Minuscola.
Scompaio.
Invisibile.
Un fantasma.
Che non parla.



Aggiungetemi su msn niki(c)bill(c)ina@(c)hot(c)mail.(c)it, ovviamente togliendo il (c), ho avuto brutte sorprese in passato scrivendo il mio contatto su google.

3 commenti:

  1. tesoro hai scritto!ti aspettavo!
    almeno sei cosciente che non sono i kg che fanno la felicità e questo credimi è una presa di coscienza ENORME..mi dispiace che ti autodistruggi è inutile che lo neghi ma se potessi fermarti sarebbe troppo bello..fai così fai 1 compromesso con la malattia io non so il tuo bmi..arriva a un bmi di 17 che è sempre sottopeso ma almeno non muori..lo puoi fare?ti puoi fermare?

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  2. Ti aggiungerei volentieri ma il mio messenger non funziona...Per me è praticamente impossibile digiunare da qualche anno a questa parte, e non so quali sono i consigli giusti in questi casi...Però ricordo la sensazione di svegliarsi dopo tanto digiuno e cazzo, è orribile. Non farti così tanto del male...

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  3. qui ci sono tante persone che ti vogliono bene, che soffrono a leggere della tua tristezza....giusto per farti capire che non sei sola... comunque se ti trovi così magra, svuotata..che hai intenzione di fare? (solo x informazione, non voglio immischiarmi in nulla)

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~ Dipingimi
distorta
come
un
angelo
anormale
che
cade
offendimi...